Barbelognostici

BARBELOGNOSTICI

a cura di Luigi Moraldi

Una menzione particolare va a una notizia di Ireneo per l’interesse che ha proprio col primo testo qui presentato, in quanto ce ne dà una versione simile, ma non uguale, certamente più antica, e ci permette di intravvedere la strada, per noi tortuosa, già  così  abbondantemente documentata.

Data la sua brevità, riporto  integralmente  il testo di Ireneo.

1. «A parte quanti provengono dai su menzionati Simoniani, sorse una moltitudine di Barbelognostici spuntati dalla terra come funghi.

Riportiamo ora le principali dottrine tenute da costoro.

«Alla base, del loro  sistema  alcuni  pongono  un  eòne  che  non invecchia mai, in uno Spirito verginale che chiamano Barbelo.

Quivi, dicono, c’è un Padre innominabile il quale ebbe il pensiero (= volle) manifestarsi a Barbelo.

Quando apparve questa Ennoia (Pensiero) si pose davanti a lui e domandò la Prima conoscenza (= pregnosis).

Quando apparve la Prima conoscenza, esse domandarono ancora; alla loro domanda apparvero l’Incorruttibilità e poi la Vita eterna.

«Barbelo si rallegrava di tutte queste produzioni; guardando verso la Grandezza (=il Padre), dalla gioia di vederla, concepì e generò una Luce simile  alla  Grandezza.

Questo, secondo loro, è  l’inizio  della illuminazione e della generazione di tutte le cose.

«Il Padre, allora, vedendo quella Luce, l’unse con la sua eminenza affinché diventasse perfetta: questa, affermano, è il Cristo.

Egli, a sua volta  chiese  che, come  aiuto,  gli  fosse dato  l’Intelletto:  e l’Intelletto apparve.

Il Padre, inoltre, emise la Volontà e il Logos.

«Si unirono allora in sizighìe (coppie): l’Ennoia e il Logos, l’Incorruttibilità e il Cristo, la Vita eterna e la Volontà, l’Intelletto e la Prima conoscenza.

«Questi glorificarono la Grande Luce e Barbelo.

2. «In seguito dall’Ennoia e dal Logos fu emesso l’Autoghenes, per rappresentare, dicono, la Grande Luce: egli fu molto onorato, e a lui furono sottoposte tutte le cose.

Con lui fu emessa la Verità, e si ebbe la sizighìa: Autoghenes e Verità.

«Inoltre, dalla Luce, che è il Cristo, e dalla Incorruttibilità furono emesse quattro Luminari, affinché, dicono, assistessero l’Autoghenes.

Dalla Volontà e dalla Vita eterna avvennero quattro emissioni, affinché fossero al servizio dei quattro Luminari; queste emissioni, sono: Charis, Thélesis, Synesis, Phrònesis. 

Charis  fu  unita  al  grande  e  primo Luminare, che essi pretendono  essere il Salvatore e che chiamano Harmozel; Thélesis fu unita al secondo Luminare, che essi chiamano Raguel; Synesis fu unita al terzo, che essi chiamano David; Phrònesis fu unita al quarto, che essi chiamano Eleleth.

3. «Essendo ormai  tutto  costituito,  l’Autoghenes  emise  l’Uomo perfetto e vero, che chiamano Adamas, perché né lui fu ingannato né coloro dai quali egli deriva; egli fu allontanato da Harmozel e posto affianco alla prima Luce.

Dall’Autoghenes fu emessa – con l’Uomo e a lui unita – la Gnosi perfetta: è per questo che l’Uomo ha conosciuto Colui che è al di sopra di tutto;  gli era stata data anche una forza invincibile dallo Spirito verginale.

«Tutti gli eòni ormai si riposano e cantano inni al Grande Eòne.

Di là apparvero, essi dicono, la Madre, il Padre, e il Figlio.

Dall’Uomo e dalla Gnosi nacque un albero che chiamano col nome di Gnosi.

4. «Dal primo  angelo  che  sta  presso  l’Unigenito,  in  seguito  fu emesso, dicono, lo Spirito Santo che chiamano anche Sofia e Prunico.

«Costei vedendo  che  tutti  gli altri  avevano  il loro  congiunto  – mentre lei era priva di congiunto -, cercò a chi si poteva unire; siccome non trovava alcuno, rimase triste e si stendeva e guardava giù verso le regioni inferiori, nella speranza di trovare un congiunto; non trovandone, si lanciò in avanti ma restò pure accasciata dal disgusto per il fatto di essersi slanciata senza il beneplacito del Padre.

«In seguito, mossa dalla semplicità e dalla bontà, generò un’opera contenente  ignoranza e  presunzione.

Quest’opera, dicono, è  il Protarconte, l’autore di questo universo.

Costui prese da sua madre una grande potenza, e si allontanò da lei verso i luoghi inferiori.

Fece il Firmamento  del  cielo, nel  quale,  dicono,  che  egli  abiti.  

Essendo ignoranza, fece le potenze che sono al di sotto di lui, gli angeli, i firmamenti  e  tutte  le  cose terrestri.  

Poi si unì  alla presunzione, e generò la cattiveria, la gelosia, l’invidia, la discordia, e il desiderio.

«Davanti a queste produzioni, sua madre Sofia fuggì e, rattristata, si ritirò nelle altezze: e, contando dal basso, divenne l’Ogdoade.

«Quando ella si ritirò, egli si credette solo; ed è per questo motivo che disse: – Io sono un Dio geloso, non v’è altro Dio all’infuori di me.

Di questo genere sono le loro menzogne».

a cura di Luigi Moraldi

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