Clima spirituale dell’epoca

Clima spirituale dell’epoca.

a cura di Hans Jonas

All’inizio  dell’èra  cristiana  e  progressivamente  durante  i  due  secoli  seguenti,  il mondo mediterraneo orientale si trovava in un profondo fermento spirituale. La genesi del cristianesimo stesso e l’accoglienza al suo messaggio sono manifestazioni di tale fermento, ma non sono le sole. Per quanto riguarda l’ambiente nel quale il cristianesimo ebbe origine, i rotoli recentemente scoperti presso il Mar Morto hanno fortemente convalidato la tesi, già ragionevolmente certa prima, che la Palestina ribolliva di movimenti escatologici (ossia di salvezza) e che il sorgere della setta cristiana non fu un incidente isolato. La crisi spirituale dell’epoca trovò la sua espressione più ardita e, per così dire, la sua rappresentazione estremistica, nel pensiero delle molteplici sètte “gnostiche” che cominciarono improvvisamente a fiorire nella scia dell’espansione del cristianesimo. L’astrusità delle loro speculazioni, in parte intenzionalmente provocatorie, non diminuisce ma anzi accresce la loro capacità di rappresentazione simbolica nei confronti del pensiero di un periodo agitato. Prima di limitare la nostra ricerca al fenomeno particolare dello gnosticismo, dobbiamo brevemente accennare i lineamenti principali che caratterizzano tale pensiero contemporaneo nel suo insieme.

In primo luogo, tutti i fenomeni che abbiamo ricordato in connessione con l’«ondata orientale»  sono  indubbiamente  di  natura  “religiosa”;  e  questa  è  la  caratteristica principale, come abbiamo ripetutamente affermato, della seconda fase della cultura ellenistica  in  generale.  In  secondo  luogo,  tutte  queste  correnti  hanno  in  qualche modo rapporto con la “salvezza”: la religione di questo periodo è in generale una religione di salvezza. In terzo luogo, tutte le religioni mostrano una concezione di Dio assolutamente “trascendente” (ossia oltremondana) e unitamente a ciò un’idea ugualmente trascendente e ultramondana del fine della salvezza. Infine, esse sostengono un “dualismo” radicale dei regni dell’essere – Dio e il mondo, spirito e materia, anima e corpo, luce e tenebre, bene e male, vita e morte – e di conseguenza un’estrema polarizzazione dell’esistenza che riguarda non soltanto l’uomo ma la realtà come un tutto: si può definire in generale la religione di questo periodo come “religione dualistica trascendente di salvezza”.

a cura di Hans Jonas

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