Hans Jonas ed il suo incontro con lo Gnosticismo

La via allo Gnosticismo.

a cura di Hans Jonas

Come è giunto Hans Jonas allo Gnosticismo? Pur non essendo né un teologo (non è neppure cristiano), né uno storico, quanto piuttosto un filosofo, la domanda è del tutto legittima e gli è stata posta direttamente. Nella risposta che ne dà, egli si rifà ai primi studi, alle prime letture ed esperienze intellettuali, che lo portarono alla scelta inizialmente della filosofia e poi dello Gnosticismo.

Ricorda tre decisive esperienze che condizionano la sua giovinezza, negli anni che seguirono immediatamente la prima guerra mondiale. Prima di tutto il contatto con i “Profeti d’Israele”, che egli lesse non in ebraico, ma nella traduzione protestante, uscita dal 1911 in poi presso l’Editore Vandenhoeck & Ruprecht, a Göttingen, a cura di H. Gressmann, H. Gunkel, M. Haller, H. Schmidt, W. Stark e P. Volz. In secondo luogo va ricordato “Immanuel Kant”, di cui egli lesse prima di tutto “Fondazione della metafisica dei costumi”, che comincia con una sentenza, che risuonò nella sua mente per tutti gli anni della sua formazione intellettuale e lo ha accompagnato per tutta la vita: «E’ impossibile pensare nel mondo, e, in genere, anche fuori di esso, una cosa che possa considerarsi come buona senza limitazioni, salvo, unicamente, la “volontà buona”». E infine “Martin Buber”, di cui lesse subito «Drei Reden über das Judentum», e «Die Legendee des Baalschem».

Dalla assimilazione e mescolanza, un po’ strana, come egli stesso ammette, di queste tre esperienze, ne risultò la decisione, al momento di entrare nell’Università, di studiare filosofia. Unita a questa decisione ci fu il convincimento che la religione è un aspetto essenziale dell’umanità, e che non è possibile studiare filosofia senza la conoscenza approfondita del fenomeno religioso. A parte l’impegno personale di ognuno   in   una   o   nell’altra   religione   o   confessione,   la   religione   come   tale, specialmente come parte della tradizione occidentale, è indispensabile alla scoperta di se stessi e di quel background della grande tradizione filosofica che con i Greci, Socrate, Platone e Aristotele ha costituito e costituisce la mentalità e la cultura dell’uomo occidentale. Questa scelta fondamentale ha accompagnato il giovane studente e poi lo studioso famoso per tutta vita ed è, a suo dire, una prima spiegazione di come egli, studente di filosofia, fosse condotto allo studio dello gnosticismo.

In realtà lo gnosticismo costituisce una sfida non solo per il filologo, lo storico e il teologo, ma anche per il filosofo. E come tale Jonas ha soprattutto dato il suo contributo alla conoscenza dello gnosticismo. Ma lo ha potuto fare, a differenza di altri colleghi, per il notevole bagaglio di conoscenze filologiche, storiche e teologiche che egli, nonostante la sua modestia, dimostra largamente nelle sue opere.

Tuttavia  furono  le  circostanze  esterne  che  lo  condussero  allo  studio  del  Nuovo Testamento con Bultmann, in quanto amico del suo Maestro Heidegger, e dallo studio del Nuovo Testamento, in particolare del Vangelo di Giovanni, allo gnosticismo, che egli nonostante qualche tentativo di abbandono, non ha mai più tralasciato di ricercare e studiare.

Poiché ciò che, a suo dire, lo ha attratto veramente nello gnosticismo non fu il fatto banale di dover scrivere una relazione per il Seminario di Nuovo Testamento, diretto da Bultmann. C’è qualcosa in esso «che bussa alla porta del nostro essere, specie di noi esseri del ventesimo secolo. C’è l’umanità posta in una crisi e davanti ad alcune delle radicali possibilità di scelta che si possono fare a riguardo della propria posizione nel mondo, del rapporto di ognuno con se stesso, con l’assoluto e con il suo essere mortale. E c’è certamente qualcosa nello gnosticismo che aiuta a capire l’umanità meglio di quanto si possa capirla se non si fosse mai avuto idea dello gnosticismo». In questo senso non è fuor di luogo parlare di modernità analogica dello gnosticismo antico o di uno gnosticismo latente nella mentalità moderna.

– La ricerca sullo gnosticismo

Quello di Hans Jonas è stato definito giustamente «il più raffinato apparato concettuale» messo in atto per penetrare e definire sistematicamente la gnosi. E con successo! Le sue ricerche infatti si sono rivelate fondamentali per una comprensione e definizione essenziale dello gnosticismo antico, ed hanno permesso di  gettare  una  luce  nuova,  che  merita  di  essere  approfondita,  sul  pensiero occidentale moderno.

Per la parte storico-religiosa delle sue ricerche, soprattutto del suo libro “Gnosi e spirito della tarda antichità”, la fonte precipua è stata l’opera di Wilhelm Bousset “Hauptprobleme der Gnosis” (1907),  dalla quale egli trae anche la maggior parte degli esempi. Questo lo porta nell’ambito della “Religionsgeschichtliche Schule”, della quale fa parte ma non a pieno titolo. Egli vi assume infatti una posizione insolitamente cauta ed equilibrata. Nel mentre si avvale, nelle due fasi che caratterizzano   la   sua   ricerca   di   storia   delle   idee,   del   materiale   messogli   a disposizione da detta Scuola, ne supera, allo stesso tempo, i presupposti sul piano metodologico ed ermeneutico.

Per la parte interpretativa Jonas trova invece nell’esistenzialismo del primo Heidegger  una chiave ermeneutica, che non abbandonerà mai del tutto. Egli ha adoperato, soprattutto per il primo periodo delle sue ricerche sulla gnosi, una “Vorverständnis”, una preconcezione filosofica: l’esistenzialismo e l’ontologia fenomenologica heideggeriana. In seguito non sarebbe stato così entusiasta di questa che egli chiamava la «chiave interpretativa universale», ma serbava per essa intatta la  sua  ammirazione.  «Quando  mi  fui  liberato  della  credenza  in  una  chiave universale, egli confessa, cominciai a domandarmi perché questa chiave particolare aveva funzionato così bene in questo caso» «In “The Gnostic Religion”, la “Vorverständnis” heideggeriana viene abbandonata, per far luogo ad una considerazione di storia delle idee il cui fine è di notare l’analogia  tra  due  momenti  spirituali,  gnosticismo  ed  esistenzialismo,  i  quali, sebbene lontani nel tempo e molto diversi nella loro strumentalizzazione analitica, partono pure dagli stessi presupposti ‘esistenziali’. La ‘chiave universale’ si trasforma, semplicemente, in un ‘circolo ermeneutico’ che implica la comprensione vicendevole dello gnosticismo e dell’esistenzialismo».

Hans Jonas è prodotto di un certo clima naturale, dettato dalle influenti produzioni della “religionsgeschichtliche Schule” da una parte e dall’esistenzialismo heideggeriano dall’altra. Eppure, nella misura in cui egli ha la saggia accortezza di evitare di pronunciarsi chiaramente e definitivamente a favore della tesi della “religionsgeschichtliche  Schule”,  i  suoi  lavori  scritti  nella  sua  prima  giovinezza, frutto della preconcezione heideggeriana, sono molto meno invecchiati di alcuni lavori del suo maestro e discepolo Rudolf Bultmann.

Hans Jonas ha trovato numerosi critici e non poche delle critiche mossegli si sono dimostrate  pertinenti e sono  state  ammesse  da  lui  stesso.  Il  Prof.  Simonetti,  nel saggio introduttivo del presente volume, le ha inserite opportunamente nel contesto dell’opera “La Religione Gnostica” (“The Gnostic Religion”). Ma quanto questi limiti non abbiano per niente intaccato la freschezza, l’originalità e il vigore della sua ricerca globale sulla gnosi e in particolare dell’opera “La Religione Gnostica”, lo dimostra il fatto che le scoperte dei testi gnostici originali in lingua copta a Nag Hammadi non hanno reso affatto antiquato, né hanno sminuito la validità della sua sintesi sullo gnosticismo, che resterà a lungo l’unica, almeno fino a quando gli studi sui testi di Nag Hammadi avranno raggiunto una maturità e una assimilazione tale da permettere ad un nuovo «genio» una nuova sintesi.

Fino ad allora rimane d’obbligo la lettura e lo studio di quest’opera, che a giusta ragione riteniamo fondamentale, un «classico». «Dei classici ha soprattutto il fascino della convinzione e la poesia dell’amore per il tema trattato».

a cura di Hans Jonas

Precedente Le recenti scoperte nel campo dello Gnosticismo Successivo Natura degli Arconti

Lascia un commento